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Il solito cialtrone di turno…
Il solito cialtrone di turno…
1 set
Mozilla Firefox, apparso nel complesso universo dei web browser cinque anni fa, è riuscito – in pochissimo tempo – a conquistarsi una fetta di mercato non indifferente.
Motivi del successo? La sua leggerezza, velocità e sicurezza. Una novità molto importante fu anche la pronta integrazione delle schede di navigazione (tabs), feature introdotta per la prima volta in Opera, che tuttavia raggiunse l’”apice” di diffusione solamente con il panda rosso. Le schede hanno rivoluzionato il modo di navigare il web, capita, a volte, di avere addirittura più di cento schede aperte contemporaneamente.
Sorge allora un problema… come distinguere quelle già lette da quelle non ancora aperte?
Viene in nostro aiuto un utile trucchetto, basterà modificare un file CSS di Mozilla Firefox in modo da visualizzare il titolo delle schede non ancora lette in corsivo. La procedura è molto semplice; prima di iniziare, controlliamo che il browser sia chiuso.
Entriamo nella cartella contenente il nostro profilo (solitamente C:\Documents and Settings\NomeUtente\Dati Applicazioni\Mozilla\Firefox\Profiles\idprofilo.default) e facciamo doppio-click sulla cartella chrome.
A questo punto cerchiamo userChrome.css, se non esiste creiamo un nuovo file con lo stesso nome assicurandoci che abbia come estensione .css. Apriamo il file con un editor di testo (il blocco note va benissimo) ed aggiungiamo la seguente riga:
#content tab:not([selected]) {font-style: italic !important;}
Salviamo il file, chiudiamo l’editor e riapriamo Firefox. D’ora in avanti, tutte le schede aperte non ancora lette verranno segnalate dal browser in corsivo, per facilitare la loro distinzione.
Non resta che augurarvi una buona navigazione!
31 ago
Il mondo delle ADSL italiane è veramente complicato, una vera e propria giungla di offerte in cui è difficile districarsi. Spesso non si hanno le competenze (e i provider ne approfittano) per scegliere quali opzioni è meglio attivare e a quali costi.
Cerchiamo dunque di fare un po’ di chiarezza, esplorando le varie offerte alla ricerca dell’ADSL che fa per noi.
| Provider | Costo |
| Infostrada | €19,95/mese |
| Tiscali | €19,95/mese |
| Alice | €19,95/mese |
| Fastweb | €34,90/mese |
Infostrada offre una ADSL 7 Mega al costo mensile di €19,95. Il contributo di attivazione è gratuito ed – incluse nell’offerta – troviamo 3 caselle di posta da 1 GB con antivirus e antispam, 150 MB di spazio Web e spazio blog illimitato. Per i clienti che si abbonano dal web l’azienda regala i primi 2 mesi.
Tiscali invece offre una ADSL 8 Mega (in alcune zone la rete consente una velocità di navigazione fino ai 7 Mega) al costo di €19,95/mese. Il costo di attivazione del servizio è gratuito se il pagamento viene effettuato tramite carta di credito o addebito bancario. Fra i servizi inclusi citiamo il fax sull’e-mail in ricezione, spazio web da 100 MB, una casella di posta elettronica da 10 Giga di spazio con filtro antispam e invio di allegati fino a 2 Giga.
Alice non è da meno con la sua ADSL 7 Mega, al costo di €19,95 al mese. Fra i servizi inclusi, una casella di posta da 3 Giga Alice Mail, con protezione Antivirus e Antispam e il servizio di messaggistica istantanea Alice Messenger.
Fastweb, con NavigaCasa, offre a €39,90 una ADSL fino a 10 Mbit/s (in upload e download) per chi è raggiunto dalla Fibra Ottica e una velocità fino a 20 Mbit/s (in download e 1 Mbit/s in upload) per connessioni ADSL FASTWEB. Nell’offerta è incluso un modem wi-fi e il servizio FastMail: 4 caselle di posta elettronica da 1 Giga l’una.
27 lug
Alcuni giorni fa l’Agcom ha emanato due delibere (n. 258/10/CONS, n. 259/10/CONS) con le quali ha avviato le consultazioni su due schemi di regolamento concernenti la prestazione di servizi di media audiovisivi lineari o radiofonici su altri mezzi di comunicazione elettronica e la fornitura di servizi di media audiovisivi a richiesta.
Guido Scorza, esperto in diritto delle nuove tecnologie, scrive sul suo blog:
“Conviene dire subito che gli schemi di regolamento allegati alle delibere, se approvati nell’attuale formulazione, trasformerebbero la Rete italiana in una grande TV e gli unici in grado di fare informazione ed intrattenimento online sarebbero proprio i Signori della TV. Un ciclone di costi e burocrazia si abbatterebbe sul mondo delle micro web tv italiane e la sensazione è che solo poche potrebbero sopravvivere”.
Se i due testi venissero approvati, infatti, le web tv si troverebbero catapultate in un mondo di burocrazia, documenti, normative che minerebbe alla base una qualsiasi (piccola) realtà informativa sul web.
Le web TV si troverebbero, ad esempio, costrette a richiedere all’Agcom due autorizzazioni: una per trasmettere in modalità streaming ed una per trasmettere on demand; costo: 3.000€ cadauna.
A questo bisogna aggiungere tutta una serie di documenti e normative a cui le Web TV devono dar conto. Le sanzioni in caso di inottemperanza sono precise e salate. Una morte rapida? Staremo a vedere, certo è che la FEMI (Federazione Italiana delle Micro Web TV) sta combattendo strenuamente le due delibere, vedendo in esse la sostituzione delle Web TV a favore dei media tradizionali, di chi detiene già canali di informazione e dei più ricchi. I soliti noti insomma.
24 giu
Big G si scatena! Dopo aver annunciato il cosiddetto “chromoting”, che permetterà a Chrome OS di interfacciarsi ad una macchina remota ed utilizzare le applicazioni in essa installate (una sorta di desktop remoto o qualcosa di simile), Google, con il rilascio della versione 6.0.437.3 nel canale “dev”, aggiunge al suo super-veloce browser Chrome il supporto preliminare ai file PDF tramite un plugin.
Con questa mossa, che delinea ancora di più i piani di cloud computing di Google, chiarissimi a chi guarda i suoi progressi con sguardo sinottico, il colosso di Mountain View si accaparrerebbe anche il supporto nativo ai file PDF, tassello fin’ora mancante nei riquadri del futuro Chrome OS.
Ricapitolando l’universo Google: suite di produttività online (Docs), calendario (Calendar), foto storage & editing (Picnik e Picasa), giochi (Labpixies), libri online (Books), mappe (Maps), calcolatrice e molte altre piccole applicazione (facilmente creabili in HTML5, ecco perché Google spinge così tanto questa tecnologia!), ed ora anche il supporto nativo ai PDF… niente male (senza dimenticare il sopracitato “Chromoting”!)!
Staremo a vedere… per il momento l’avanzata di Google e l’estensione del suo universo web-cloud-based, continua!
22 giu
La nuova versione di VLC, il celebre software per la riproduzione multimediale opensource, è finalmente arrivata! La 1.1, a dispetto della modesta numerazione, è da considerarsi quasi una major release.
La novità principale infatti consiste nell’utilizzo del processore della scheda video (GPU) per le operazioni di decodifica dei filmati (direzione presa anche da Adobe per il suo Flash Player, che con la sua recente versione 10.1 supporta finalmente anch’essa il lavoro su GPU). La nuova ed interessantissima funzione è compatibile con Windows 7, Windows Vista e Linux e permetterà di liberare un po’ di lavoro dalla CPU, ottenendo prestazioni migliori in fase di riproduzione di video HD, come quelli codificati con il codec H.264. Ottimizzazioni nel nel contempo anche per quanto riguarda alcuni processi demandati dal player alla CPU, che ora utilizza in maniera più parsimoniosa le risorse del processore.
VLC aggiunge inoltre il supporto a “WebM/VP8″, il discusso codec da poco “liberato” e reso open da Google.
La peculiarità che da sempre contraddistingue il player birillo-vestito è la flessibilità e l’ampissimo fascio di formati supportati. VLC supporta infatti in modo nativo la semi-totalità di codec audio e video, innumerevoli tipi di file e molteplici protocolli di streaming.
4 giu
Dal lancio di Windows Vista, avvenuto nell’ormai lontano (quantomeno in ambito informatico, vista l’esponenziale ed irrefrenabile evoluzione che da sempre caratterizza questo settore) novembre 2006, si sono succedute moltissime soluzioni, più o meno funzionanti, per bypassare il sistema di controllo di genuinità del software di casa Microsoft. Sistemi più o meno complessi, mai però definitivi.
Dopo qualche mese (un anno nei casi più fortunati) molti di questi crack venivano individuati tramite gli aggiornamenti del software di controllo e debellati in men che non si dica, costringendo l’utente ad un’attesa di alcuni secondi all’avvio (con annesso avvertimento di contraffazione del software) e ad una alquanto imbarazzante scritta in basso a destra del desktop, posizionata in bella vista per ammonire l’utente dell’empio reato in atto. In alcuni casi viene anche disabilitata la possibilità di modificare lo sfondo del desktop, sostituito da un semplice ed alquanto monotono nero. Piaccia o no, l’utente non ha scelta. Il nero risalta la scritta (bianca) in basso a destra!
Veniamo però al dunque… Dopo ormai 4 anni dal lancio dello “sfortunato” Vista (rispetto ai suoi adiacenti XP e Seven) e dopo molti tentativi che spaziavano da un semplice script per il re-arm del sistema (reset perenne dei 30 giorni di prova gratuita forniti in ogni installazione del sistema) ad i più sofisticati (e rischiosi) HardMod (modifica fisica del BIOS per aggiungere le informazioni SLIC necessarie), ecco finalmente la soluzione definitiva per l’attivazione del vostro sistema Windows Vista/Seven: Windows Loader (by Daz). Continua >
19 mag
Da oggi Google Wave, il nuovissimo servizio del colosso di Mountain View presentato 6 mesi fa e successivamente reso disponibile solamente tramite inviti, è finalmente accessibile a tutti!
5 mag
È stata finalmente rilasciata da Adobe la versione 5 della celebre (omonima) suite di produttività. Le varie edizioni dei prodotti Adobe CS5 possono ora essere scaricate, anche in italiano!
Prima di poter effettuare il download, visitate questa pagina, cliccate su Dowload Now, effettuate l’accesso (se non avete un account, createlo) e chiudete la finestra di download che vi si è aperta (altrimenti ricevereste un errore “Access Denied”). Potete ora scaricare i vostri file. Continua >
28 apr
È notizia fresca fresca di giornata l’acquisizione da parte del colosso di Mountain View della piccola corporation israeliana di nome Labpixies, specializzata in widget per iGoogle, piattaforme OpenSocial e giochi online, nonché in applicazioni iPhone, Facebook ed Android.
L’operazione, costata 25 milioni di dollari, fa parte di un’ormai chiara e limpida (ad uno sguardo sinottico) operazione che porterà alla conversione futura dal “fisico” al “cloud”, dalle applicazioni desktop a quelle web-based, dai sistemi operativi conosciuti a quelli browser-based.
Il recente aggiornamento di Google Docs non fa che rendere tutto il processo ancora più limpido. La precedente versione non poteva assolutamente competere con una suite di produttività “da sistema operativo”, l’aggiornamento è invece foriero di moltissime migliorie e funzioni che fanno sicuramente paura a Microsoft Office & co. Da sottolineare anche l’implementazione della visuale “Earth” in Google Maps previa installazione di un plugin (che, ormai ci si può scommettere, verrà in poco tempo sostituito da una versione HTML 5, operazione che consente di rendere disponibili le funzioni di Google Earth anche attraverso un browser). Continua >