febbraio 12 2009
Perché non serve (quasi mai) un antivirus su GNU/Linux
Molti si chiedono se serva, o meno, un antivirus su GNU/Linux. Ho trovato un post molto chiaro ed esaustivo sul blog di guiodic che spiega bene la questione, lo riporto qui.
Prima di tutto, una definizione dei diversi tipi di virus, o meglio di “malware”.
- Virus: un virus è un programma malevolo che usa un altro programma come veicolo di diffusione e replicazione, esattamente come fanno i virus biologici che usano le cellule per riprodursi. Un virus ha quindi bisogno di un altro programma da infettare.
- Trojan: un trojan (cavallo di Troia) è un programma che fa credere all’utente di essere utile, mascherandosi da qualcos’altro. Ad esempio alcuni trojan appaiono inizialmente come dei codec per la riproduzione di contenuti multimediali.
- Worm: un worm (verme) è un programma malevolo che può riprodursi senza bisogno di farsi veicolare da un altro programma.
- Toolkit/Rootkit: un toolkit può essere malevolo o no. Con lo stesso termine infatti si indicano sia programmi utili (come le librerie GTK) sia programmi malevoli. In questo secondo caso ci si riferisce a librerie che vanno a sostituirsi o affiancarsi a quelle di sistema o di programmi per procurare danni, nascondendosi in modo da sfuggire all’attenzione dell’utente. Quando un toolkit coinvolge il kernel del sistema operativo (ad esempio come finto driver), si parla di rootkit. Di norma l’uso di questo malware è quello di installare una backdoor (“porta sul retro”) attraverso cui l’attaccante può entrare nel sistema colpito e prelevarne i dati o addirittura prenderne il controllo.
- Wabbit: è un programma malevolo che non usa i servizi di rete o altri file o programmi per riprodursi. Un esempio è la fork bomb.
- Altri tipi di malware: altri tipi di malware si distinguono più per lo scopo che per le modalità di azione e diffusione, di solito riconducibili alle categoria precedenti. Tra questi ricordiamo gli spyware (codice spia), gli adware (pubblicità indesiderate che compaiono sul desktop) e i keylogger, programmi che registrano l’attività dell’utente soprattutto al fine di scoprire le password e i numeri di carta di credito digitati. Inoltre la diffusione di formati di file che possono contenere codice anche se non sono programmi veri e propri (ad esempio i formati documenti che possono contenere macro o le pagine web che possono contenere javascript) ha portato alla nascita di macrovirus.

Bene, ma come agisce un malware?
Non è sufficiente che il malware entri a contatto con il sistema (ad esempio attraverso uno scambio di file, una e-mail o la visualizzazione di una pagina web), ma è necessario che entri in esecuzione. Difatti gli antivirus mettono i file infetti in “quarantena”, ossia in una cartella controllata dove non possono più agire.
Quando il malware entra in contatto con il sistema deve presentarsi uno dei seguenti casi affinché esso possa entrare in esecuzione:
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Per installarlo usiamo Synaptic (Sistema > Amministrazione > Gestore pacchetti Synaptic), cerchiamo “gparted” e marchiamolo per l’installazione; completata l’operazione possiamo lanciarlo da Sistema > Amministrazione > Editor di partizioni.
È vero, alla prima riproduzione il player scelto ci avvertirà della presenza di codec scaricabili, ma così facendo ne installeremo solamente alcuni.
Digitiamo “Invio” per proseguire, alla richiesta del percorso del browser inseriamo la path dove è installato Firefox (di solito /usr/lib/firefox).
È una notizia come un’altra, non contesto l’articolo in sè ma i commenti degli utenti; come sempre quando si parla di Microsoft (ri)comincia la guerra fra Winari (lo so è un termine bruttissimo) e Linari (quasi peggio).