Nell’estate 2005 la voce su Wikipedia dedicata all’invasione dell’Iraq avvenuta nel 2003 subì una singolare modifica. Quest’ultima è ora al centro dell’attenzione grazie all’avvenuta identificazione dell’indirizzo IP dal quale provenirono le suddette correzioni. L’indirizzo non appartiene ad un provider comune, bensì alla House of Representatives degli Stati Uniti.

Molto probabilmente un esponente dell’amministrazione Bush, allarmato dal calo di popolarità e consenso in seguito all’ormai evidente inconsistenza delle prove fornite sulla presenza di armi di distruzione di massa, ritenne opportuno un cambiamento della voce.

Iraq Wikipedia BushIl correttore “di parte” rivide molti pezzi addolcendo la sostanza di frasi scomode e minimizzando le responsabilità del governo. In dettaglio nella frase «Alcune delle prove per una connessione tra i due [il governo iracheno e al-Qaeda, ndr.] si dimostrarono informazioni errate provenienti da alcune fonti» venne sostituito il soggetto con un si passivante in grado di sollevare la scomoda posizione dell’amministrazione: «Si sostiene che alcune delle recenti prove che evidenziavano una connessione tra i due fossero informazioni errate provenienti da alcune fonti».

Nella frase riguardante i servizi di intelligence britannici che terminava con «Gli obiettivi di Bin Laden sono ideologicamente in conflitto con l’Iraq dei giorni nostri» fu aggiunto: «Questo naturalmente non smentisce un legame con lo scopo di nuocere gravemente agli Stati Uniti». Ancora più esplicita l’aggiunta alla fine del paragrafo sulla totale assenza di collegamenti fra l’operato di Saddam Hussein e gli eventi dell’11 Settembre 2001: «Un collegamento di questo tipo non è mai stato utilizzato dal Presidente Bush o dalla amministrazione Bush come motivazione per l’invasione; nonostante ciò, in molti credono che esistesse questo genere di collegamento».

Nei giorni seguenti, venne rimossa la quasi totalità di queste modifiche e ripristinata la versione precedente integrando addirittura alcune prove documentate.

Una vittoria dunque per Wikipedia, la più grande enciclopedia libera del mondo, nella quale ognuno può contribuire con le proprie conoscenze ma nello stesso tempo chiunque può smentirlo, aldilà del potere politico in suo possesso.