ottobre 25 2009

10 inviti per Google Wave!

Da qualche mese sto provando Google Wave!!Google Wave, Logo Veramente un ottimo servizio, vedremo cosa riusciranno a combinare gli sviluppatori attraverso le API messe a disposizione da Big G.

Volete anche voi provare Google Wave (preview)? Ho disponibili gli ultimi 10 inviti e li metto in palio, su questo blog. I primi che ne faranno richiesta tramite commento a questo post riceveranno l’invito!

Cosa state aspettando, forza!! ;)

EDIT: Ho inviato gli inviti ai primi 10 commentatori, per gli altri: non disperate! Tentate lo stesso, inserite le vostre mail, in futuro probabilmente verranno forniti altri inviti!

ottobre 22 2009

Windows 7, il lancio ufficiale!

Signore e signori, ci siamo. Oggi, 22 Ottobre 2009, Windows 7 è finalmente approdato sugli scaffali dei negozi di tutto il mondo.Windows 7 Box L’andamento delle vendite è già positivo ed il confronto con Vista quasi “impietoso”: Windows 7 avrebbe venduto più copie in 8 ore di pre-ordine che Vista nell’intero periodo che ha preceduto il lancio ufficiale.

Microsoft è reduce da un fase di alti e bassi, bilanci non eccelsi ed una situazione economica problematica che ha tarpato le ali a Vista ed ha bloccato quel – sostanzialmente – meccanismo che vide vincenti la maggior parte dei precedenti sistemi operativi. Con Windows 7 gli ingranaggi dovrebbero finalmente sbloccarsi, non resta dunque che aspettarci un ottimo andamento e delle ancor migliori sorprese per Windows 8, già in lavorazione – secondo alcune fonti – da Gennaio.

ottobre 15 2009

Era la stampa, bellezza!

Il quarto potere, così viene anche appellata la stampa. In questi giorni si parla molto della sua importanza ed attendibilità, ma soprattutto della sua forza. Un paese veramente democratico deve poter contare su una pluralità di informazione, in Italia – invece – assistiamo a continue pressioni in senso opposto. Televisioni alla stregua di un’informazione di regime, scandali che in altri paesi fanno rizzare i capelli etichettati come gossip, prontamente scartati e sostituiti da servizi estivi, rubriche di cucina, o – sempre più spesso – da quegli insopportabili servizi di cronaca italiana, che ormai – nei tempi della globalizzazione e di un’”unità” internazionale così forte – suscitano vergogna in chi ogni tanto invece di sottomettersi all’informazione dell’intoccabile “missionario” Min Zo Lin, si sintonizza su emittenti inglesi o francesi. Non ci interessa la tragica fine del cittadino di Rieti colpito da un fulmine o l’epilogo irrisolto del solito delitto estivo; questo tipo di giornalismo non è più accettabile a livello nazionale, ma non è nemmeno accettabile un Presidente del Consiglio che attacca tutto e tutti, affermando che il 72% della stampa è contro di lui, dato estrapolato da non so quali astrusi e non riproducibili calcoli, visto che l’accusante è il possessore di decine di reti televisive (ultimo acquisto: un’emittente libica) e di altrettanti giornali e mezzi di informazione (Panorama, Mondadori, Il Giornale, ecc…).

Censura, Libertà di Stampa

La sua è una politica della paura, delle minacce, dei ricatti. Le denunce per milioni di euro destinate a “La Repubblica” e “L’Unità” ed il suo tentativo di acquistare “El Pais” dopo lo scandalo di cui era protagonista, ne sono le (lampanti) prove. Tutto ciò che non dice ciò che vuole Lui, è da debellare.

Da qualche mese, inoltre, è stato sostituito il direttore de “Il Giornale”. Non che il precedente, Giordano, non fosse al completo servizio del padrone, non sia mai! C’è però differenza di peso nelle sue manganellate rispetto a quelle dell’attuale direttore Vittorio (pardon, Littorio) Feltri. Il Giornale è ormai diventato (lo era anche prima, ma ha ricevuto ora la definitiva consacrazione) il “braccio armato” del Governo. Eh già, perché i colpi inferti dal manganello di Feltri non sono meno duri di quelli squadristi. Nel celebre attacco all’(ex) direttore dell’Avvenire Dino Boffo, Feltri esordisce con una terribile minaccia: “Iniziamo con Dino Boffo”, è proprio quell’”iniziamo” la nuova inquietante chiave di lettura, un messaggio, i destinatari ne conoscono la direzione ed il significato, una specie di avviso, «state attenti, noi abbiamo informazioni “pesanti” su ognuno di voi, se però fate i bravi vi risparmieremo».

L’informazione che si permette di andare anche un ciglio fuori dall’ottica del regime, è da eliminare. Si pensi ai recenti (durissimi) attacchi ad Annozero e al Corriere della Sera, alla (piccolissima) parte della Rai non ancora completamente votata ai comandi del Capo e ai presunti giornalisti anti-italiani, accomunare infatti alcune critiche al capo del Governo, anzi, non critiche, semplicemente divulgare sentenze, dunque non più idee, è una colpa, e che colpa! L’esatto opposto di un Governo democratico. L’Italia per “loro” è divisa in due, chi appoggia ciecamente il Governo (attuale, ovviamente!), oppure no. Le parole di un Ministro della Repubblica coi fiocchi, Brunetta, in un discorso tenuto circa due settimane fa, sono l’involontaria e perfetta esegesi di questo pensiero: «[...] i cattivi magistrati, i cattivi giudici, i cattivi sindacalisti, i cattivi giornalisti, [...], tutta questa (cattiva) parte dell’Italia, vada a morire ammazzata!».

ottobre 11 2009

Poste.it sotto attacco!

«Hacked. Sta­volta siamo stati buoni ma possiamo fare molto di più.»

Questo il messaggio che compariva agli ignari visitatori del sito delle Poste Italiane ieri, verso le 19.00. L’attacco, non versato all sottrazione di dati sensibili su account degli utenti, era invece incentrato sulla dimostrazione dell’inefficacia delle norme di sicurezza adottate dalle Poste.

L'Home Page di poste.it durante l'attacco.

L'Home Page di poste.it durante l'attacco.

Citando «Mr Hipo & Stutm», gli autori del defacement:

«Le Poste Italia­ne sono state oscurate?! Perché questo atto di forza? Per dimostrare a mi­lioni di italiani che i loro dati sensibili non sono al sicuro! Sembra pazzesco eppure tut­ta la sicurezza garantita nei servizi online di e-commerce è solamente apparente. Per vostra fortuna noi siamo per­sone non malintenzionate, perciò i vostri dati e i vostri account non sono stati tocca­ti. Ma cosa succederebbe se un giorno arrivasse qualcuno con intenzioni ben peggiori delle nostre? Con questo ge­sto quindi, invitiamo i re­sponsabili a occuparsi della grave mancanza di sicurezza nei servizi online delle Poste S.p.a.».

Staremo a vedere, nel frattempo speriamo vivamente che il sito delle Poste si decida a rafforzare (di molto!) le difese ed i sistemi di sicurezza del sito web!

settembre 28 2009

Di stallieri e lavandai

Questa è una bella e lunga storia – purtroppo anche vera – che inizia nella metà degli anni ‘60, quando due uomini, uno di Milano, l’altro di Palermo, si incontrano all’Università Statale di Milano, facoltà di Legge. Si chiamano Silvio Berlusconi e Marcello Dell’Utri, sono laureati entrambi in Giurisprudenza, fanno amicizia e si piacciono molto. Ad un certo punto Dell’Utri torna in Sicilia a lavorare in Banca, Berlusconi rimane a Milano, fa il palazzinaro (non si sa con quali soldi, ma non è questo il problema). Nel ‘73 Berlusconi acquista la sua prima villa (Arcore) dalla famiglia Casati Stampa e sceglie come Segretario Dell’Utri, che lascia l’impiego in Banca e si trasferisce nella villa. Iniziati i lavori di ristrutturazione, nasce l’esigenza di assumere un altro dipendente, uno stalliere; in tutta la Brianza Dell’Utri non riesce a trovare nessun dipendente all’altezza, alla fine – disperato – arriva a Palermo e lì, finalmente, trova l’uomo giusto, si chiama Vittorio Mangano – purtroppo è anche un mafioso, ma non si può sottilizzare, è l’unico – lo porta dunque a Milano con la moglie, le due figlie e la suocera. Dell’Utri racconterà che glielo aveva presentato un suo amico lavandaio, Tanino Cinà – condannato per mafia insieme a lui – perché Mangano era tifosissimo della Bacigalupo, squadra allenata da Dell’Utri; è infatti proprio quando lo vede tirare le righe del campo col gesso che finalmente Dell’Utri si decide dell’esperienza di Mangano come stalliere, viene così promosso ad Arcore dove inizia la sua brillante carriera. Lavora accompagnando Berlusconi in ufficio ed i suoi figli a scuola, sgancia cani feroci la mattina, li riprende la sera, gira col revolver nel calzino, mangia con Berlusconi, e a questo punto inizia a prendersi delle libertà, invita ad Arcore alcuni suoi amici, non si sa chi sono, alcuni pentiti affermano essere latitanti che svernavano così, ogni tanto, a casa di Berlusconi.Marcello Dell'Utri
Mangano rimarrà alla villa per altri due anni, fino all’ottobre ‘74, quando decide di andarsene anche a causa delle pressioni della stampa che – a seguito delle sue ripetute visite a San Vittore – fa sorgere alcune domande. Qualche tempo dopo, nell’ottobre ‘76, Mangano e Dell’Utri si ritrovano in un ristorante di Milano, “Le colline Pistoiesi”, alla cena di compleanno del boss Antonino Calderone. Alle domande dei giudici, successivamente, Dell’Utri risponderà che nemmeno conosceva i commensali, immaginatevi quindi una festa di compleanno, con torta e candeline, una pletora di mafiosi che soffia felice, ed un pover’uomo in disparte che consuma mogio la sua fetta di torta, non conosceva nessuno, non glieli avevano presentati. Nel ‘77 Dell’Utri lascia la Fininvest e va a lavorare da Rapisarda, a cui corrisponde una fedina penale ancora più lunga di quella di Mangano; riceve l’incarico di amministrare una società ma Dell’Utri la manda in bancarotta fraudolenta nel giro di un anno, il fratello viene addirittura arrestato, lui incriminato, Rapisarda scappa all’estero ospite del clan Cuntrera-Caruana in Venezuela, e Dell’Utri si imbuca a casa sua perché non sa più dove andare. A questo punto, nel 1980, Mangano viene arrestato da Giovanni Falcone; negli stessi mesi si sposa a Londra un boss trafficante, Jimmy Fauci. Partecipa al matrimonio tutto il gotta di Cosa Nostra, c’è persino Francesco di Carlo (quello sospettato di aver impiccato Roberto Calvi), va anche Dell’Utri; anche in questo caso dobbiamo tuttavia immaginare che il pover’uomo si trovava per caso a Londra, precisamente per la mostra dei vichinghi (come dichiarerà ai giudici), incontra casualmente Tanino Cinà, si imbuca alla festa, ma non conosce nemmeno lo sposo. Chi non va a Londra per vedere la mostra dei vichinghi portandosi in valigia un tait? Mangano viene intanto condannato al maxi-processo a 13 anni per traffico di droga. Dell’Utri torna all’ovile, da Berlusconi, che lo promuove amministratore delegato e presidente di Publitalia, diventa così – dopo quel bel successo che aveva fatto con la bancarotta – numero due, alla pari di Confalonieri. Craxi nel frattempo è diventato da tre anni Presidente del Consiglio. Nel 1986 la mafia decide di cambiare cavallo, non vota più democristiano, alle elezioni europee dell’87 voterà infatti socialista. Cosa Nostra vuole però contrattare i voti, casualmente esplode una bombetta (non si può chiamare vera bomba, una specie di raccomandata) nella casa di Berlusconi a Milano, in via Rovani. Arrivano i Carabinieri, Berlusconi incolperà Mangano. Dell’Utri tuttavia vuole indagare personalmente, chiama dunque Tanino Cinà, il quale prende l’aereo da Palermo, arriva a Linate e da una cabina pubblica chiama casa Dell’Utri, risponde il bambino che dopo qualche esitazione risponde tutto contento “Tanino! Sei tu!“. Anche il figlio di Dell’Utri conosce questo lavandaio di Palermo poi condannato in primo grado per mafia; passa la cornetta al padre, i due parlano. Subito dopo Dell’Utri chiama Berlusconi ed esordisce “Silvio, ho parlato con Tanino“, Berlusconi non batte ciglio, già lo conosce. Si scoprirà poi che il clan che ha messo la bomba era quello di Santapaola. La storia, molto lunga, ovviamente prosegue.

Marcello Dell’Utri è imputato per concorso esterno in associazione mafiosa, ed è stato condannato in Tribunale, in primo grado di giudizio, a nove anni di reclusione; ha fatto ricorso contro la condanna, ha fatto ricorso anche la Procura di Palermo, sostenendo che la pena era troppo lieve. Al processo di appello si è lavorato per tre anni, dal 2006 al 2009; nel corso del processo d’appello la pubblica accusa ha chiesto di depositare nuovi elementi di prova e la Corte d’Appello li ha respinti quasi tutti, anche nell’ultima udienza ha respinto i nuovi elementi indiziari portati dal Procuratore Generale Antonino Gatto. Erano le novità emerse dal fronte Ciancimino, figlio dell’ex Sindaco mafioso di Palermo, Vito Ciancimino. Si chiama Massimo Ciancimino, a casa sua è stato trovato un lembo di una lettera che Provenzano ha indirizzato a Berlusconi, purtroppo l’altra parte è scomparsa. La parte che è stata trovata e che oggi possediamo è rimasta invece sepolta in uno scatolone della Procura di Palermo, fino a quando non è cambiato il Procuratore: è andato via il Procuratore Grasso ed è arrivato il Procuratore Messineo, che ha rimesso a lavoro i magistrati estromessi dal lavorare sulla mafia nella gestione precedente. I magistrati sono andati a ravanare negli scatoloni e hanno trovato il preziosissimo lembo di lettera. A questo punto si sono precipitati, stava finendo il processo d’appello Dell’Utri: i giudici, prima delle vacanze, stavano per dare la parola al Procuratore Generale per la requisitoria, quando sono arrivate queste nuove carte, che dire importantissime è dire poco. Provenzano scrive a Berlusconi, ovvero il capo della mafia che scrive all’attuale capo del governo, lo chiama Onorevole (si riferisce dunque all’impegno politico di Berlusconi), ed è probabilmente successiva al ‘93 / ‘94. Provenzano promette appoggio politico a Forza Italia, in cambio della disponibilità di una rete televisiva. Minacciava, in caso contrario, di dare luogo ad un “triste evento”: così lo chiama Provenzano o chi, materialmente, ha vergato questa lettera. ll triste evento, secondo il figlio di Ciancimino, era il rapimento o l’assassinio del povero Piersilvio. Naturalmente tutto è andato bene, Berlusconi junior è più vivo che mai, non ha mai subito attentati o tentativi di sequestro, quindi dobbiamo pensare che quella lettera, in qualche modo, abbia avuto soddisfazione.

settembre 22 2009

Audio Driver (Windows 7/Vista): Conexant CX20468-31 AC97

Ciao a tutti!
Oggi ho installato la mia copia di Windows 7 RTM su un alquanto vetusto HP Compaq nx9005. Tutto è andato per il verso giusto, tranne – ahimè – la sezione audio. Il sistema non è riuscito a trovare (anche connettendosi a Windows Update) nessun driver.
Come fare?Driver Setup

Ho cercato il modello esatto di scheda audio, cioè Conexant CX20468-31 AC97, e poi ho scaricato i driver per Windows XP forniti dalla HP. Purtroppo l’installazione non è andata a buon fine ed allora ho tentato di installare il tutto manualmente.
Sono dunque entrato nel pannello di controllo e, alla voce “Periferiche Audio”, mi sono appuntato l’ID Hardware (uguale per tutte le schede audio di questo modello, dunque se avete questo stesso notebook – l’nx9005 – o uno con stesse caratteristiche audio, ad esempio l’nx9008, l’nx9010, o anche il Presario V2656US, questa procedura dovrebbe funzionare!
L’ID è:
%*WDM_AMCAUD.DeviceDesc%=WDM_AMCAUD,PCI\VEN_10B9&DEV_5451&SUBSYS_0024103C&REV_02

Ho dunque aperto il file qta3091.inf (che contiene tutte le informazioni sul driver) ed ho aggiunto al box [Conexant] la riga citata in precedenza (ovvero l’ID Hardware).
Per semplificare al massimo la procedura per gli utenti meno esperti, ho creato un file .ZIP contenente tutti i file già pronti, non resta che selezionare “Aggiorna Driver” dalle proprietà della scheda audio e selezionare l’installazione manuale. Ora estraete l’archivio nel vostro disco rigido ed indicate alla procedura di installazione manuale la cartella con i driver appena estratti. Windows farà tutto il resto. Fatemi sapere nei commenti com’è andata, buona fortuna! :)

Potete effettuare il download dei driver QUI.

settembre 09 2009

Windows: rinvio imbarazzante!

Windows reboot

agosto 29 2009

Rotture di Scam…

Vinco quasi un miliardo al giorno ormai, è snervante… :P

The Sum Of One Million Pounds has been won by your Address in our
sweepstakes program. Do get back to this office with your claims
requirement such as

1.Name in full
2.Address
3.Nationality
4.Age
5.Sex
6.Occupation
7.Phone/Fax
8.Present Country

Reply to this confidential Email Address: telecom009@9.cn

Best Regards

agosto 24 2009

RockCiclopedia: NIRVANA

Terza puntata per la “rubrica musicale” che spero avvicinerà sempre più gente al mondo della musica!

Questa settimana sono di scena i NIRVANA, simbolo e portabandiera del movimento grunge.
La band nasce a Seattle sulle orme dei Melvins. Ispirandosi a loro (e utilizzando anche la loro strumentazione di seconda mano) Kurt Cobain (chitarra e canto), Krist Novoselic (basso) e Chad Channing (batteria) raccontano il disagio di un’intera generazione.

Dopo l’esordio in 45 giri con “Love Buzz” (1988) i Nirvana sfornano il 33 giri “Bleach” (1989). Il sound duro e aspro – che segnerà questo gruppo anche negli anni futuri – emerge in pezzi come “Blew“, “About a Girl” e “School“. Questo primo album e il successivo tour garantiranno al gruppo una buona notorietà.Nirvana

Ingaggiato il batterista Dave Grohl, i Nirvana rinunciano in parte alla durezza del precedente “Bleach” e pubblicano “Nevermind” (1991). È la svolta decisiva per il successo, il gruppo viene conosciuto in tutto il mondo e il genere, che passerà alla storia sotto il nome di grunge, diventa un fenomeno di massa.

Pezzi come “Smells Like Teen Spirit” (nata da una scritta su un muro), l’autobiografica “Come as You Are” e il lamento acustico di “Polly” portano la band di Seattle in cima alle classifiche musicali e sulla copertina di molte riviste. L’album – che raggiunge le 10 milioni di copie vendute – diventerà una delle incisioni più importanti della storia, senza intaccare le simpatie delle file più “dure e pure” del loro pubblico.

Continua…

agosto 02 2009

RockCiclopedia: QUEEN

Eccoci giunti ad una nuova puntata di questa neonata “rubrica musicale”.

Questa settimana parliamo dei QUEEN, una delle più potenti icone della musica rock.
Attivi negli anni ‘70/’80 e composti da Freddie Mercury (voce e piano), Brian May (chitarra), John Deacon (basso) e Roger Taylor (batteria), sono uno dei gruppi rock più famosi di sempre. Dopo la tragica scomparsa del leader Freddie Mercury, avvenuta il 24 novembre 1991, i progetti della band sono proseguiti per lungo tempo in collaborazione con svariati artisti di fama internazionale, ultimo dei quali in ordine di tempo è l’ex-frontman dei Free e dei Bad Company, Paul Rodgers.

Nell’Ottobre 1968 il chitarrista Brian May e il cantante e bassista Tim Staffell, tramite un annuncio, reclutano il batterista Roger Taylor: nascono così gli Smile. Dopo qualche concerto come gruppo-spalla di artisti molto quotati – come Pink Floyd, Yes, Joe Cocker, Free ed altri – pubblicano, nel ‘69, il singolo “Earth”/”Step On Me”. Resterà l’unica produzione (oltretutto limitata agli U.S.A.) del gruppo con Staffel, il quale si trasferisce nel Marzo dell’anno dopo agli Humpy Bong e viene rimpiazzato in Aprile da un vecchio amico della band, il carismatico ed eccentrico Farrokh “Freddie” Bulsara – fino a poco tempo prima frontman degli anche loro semi-sconosciuti Sour Milk Sea e voce assolutamente fuori dal comune – che di lì a poco avrebbe assunto il nome d’arte di Freddie Mercury.

È proprio il cantante ad avere l’idea, non appena arrivato, di cambiare nome alla band; già in Aprile, pur se con iniziale disappunto da parte dei compagni (che però Freddie non tarda a convincere), nascono ufficialmente i Queen.

Continua…

RSS