La violenza sulle donne è presente in vari gradi e diversi contesti sociali. Lo stupro è sicuramente la manifestazione principale, non dimentichiamo tuttavia la violenza in casa (ci sono dati sconcertanti) e le esclusioni sociale e lavorative. Questo fenomeno, che nella sua conformazione attuale ricorda molto il razzismo, è nato (secondo me) per motivi “naturali”. L’uomo è indubbiamente più forte – fisicamente – della donna. Ora questa differenza, innata e connaturata nell’essere umano, è stato il punto di partenza. In una società moderna, tuttavia, le relazioni e la rilevanza sociale dovrebbero basarsi su fattori come l’intelligenza, la cultura, la simpatia, la prontezza, la capacità di apprendimento.Donne

Nella società attuale, invece, la violenza è amplificata dai media, che propongono programmi maschilisti e totalmente “assoggettanti” nei confronti delle donne, e dalla pubblicità, che non perde occasione per accostare l’immagine della donna a quella dell’oggetto da vendere.

Una forte critica va ai politici che si vantano di aver aumentato le cosiddette “quote rosa” o di aver scelto tot. donne per la propria squadra di governo; non è certo una virtù, dovrebbe essere semplicemente scontato.
Stesso ragionamento per le “quote rosa”, a mio parere un’offesa gratuita. È come se si affermasse che le donne non siano in grado di raggiungere quel posto di lavoro, quando invece ne hanno le qualifiche e le possibilità. Un’azienda dovrebbe ingaggiare personale qualificato a prescindere dal sesso.

Infine… combattere questa piaga sociale è difficile, oltre ad agire su media, pubblicità, film e posti di lavoro, bisognerebbe intervenire in modo più profondo, cercando di sradicare questo fenomeno, dato ormai per sottinteso.