dicembre 08 2009

On. Carlucci e Prof. Mariani: tragicomico neorealismo

La notizia che voglio raccontarvi oggi non è proprio recentissima (febbraio/marzo 2008), ma – visto che (come d’altronde prevedibile) non ha avuto alcun risalto nei grandi media – sento il bisogno di condividerla.

La vicenda (riassunto)
Il professor Luciano Maiani, presidente del CNR (Centro Nazionale di Ricerca) dal 2008, già autore di importantissimi studi sulle particelle e stretto collaboratore del premio Nobel Sheldon Lee Glashow, è uno dei firmatari del documento che chiedeva al Rettore della Sapienza di rivedere la sua decisione di invitare il Pontefice il giorno dell’apertura dell’Anno Accademico, e non – magari – in qualche altra occasione meno simbolica per la laicità dell’Università.
Al momento di riconfermare la Presidenza del CNR, i fisici votano tutti per Maiani, in Parlamento – tuttavia – alcuni cattolici ultraconservatori (addirittura l’On. Egidio Sterpa di Forza Italia abbandona l’aula in segno di “protesta contro l’intolleranza”) non rinnovano la fiducia a Maiani.

Per giustificare l’accaduto l’On. Gabriella Carlucci, a nome di Forza Italia, invia una lettera al Ministro Mussi e al Presidente del Consiglio Romano Prodi nella quale calunnia gravemente la reputazione di Maiani, che secondo la parlamentare sarebbe addirittura stato deriso dal premio Nobel Sheldon Lee Glashow e dal grande fisico John Iliopoulos. Mussi tuttavia non dà conto alla lettera e conferma ugualmente Maiani al CNR.
Inaspettatamente, un paio di giorni dopo arriva una lettera scritta proprio dal premio Nobel Sheldon Lee Glashow che , è il caso di dirlo, sputtana la Carlucci e Forza Italia con parole non proprio tenerissime, confermando la grandezza di Maiani.
Invece di ammettere la figura barbina – o di starsene intelligentemente in silenzio – la Carlucci verga una nuova lettera, nella quale tenta di difendere la sua posizione.
Non solo arriva una seconda lettera di Glashow, ma ne arriva pure una di Iliopoulos come ulteriore macigno sulla deputata di Forza Italia.

Si scopre a questo punto che le fonti della Carlucci si limitano ad un articolo di Libero basato su un sito internet fasullo, attivato probabilmente da qualche studente in vena di scherzi e prontamente rimosso parecchio tempo prima. Libero non solo non controllò la fonte, ma addirittura non pubblicò mai alcuna smentita.
La Carlucci pubblica le cosiddette “prove” secondo la quale Maiani sarebbe un poco di buono. Peccato sia evidente che la Carlucci non ha assolutamente letto o in ogni caso compreso i documenti da lei pubblicati, dai quali si evince chiaramente il contrario. Tanto per darvi l’idea del pietoso livello intellettuale dell’ex soubrette laureata in lingue, la Carlucci traduce “I was distracted by” con “mi sono distratto”, praticamente come tradurre “cold” con “caldo”. Sul suo blog si materializzano in sole due ore più di 300 commenti, fra i quali il più tenero le chiede se si è laureata al CEPU.
A questo punto interviene anche lo stesso autore di quegli articoli, l’eminente scienziato Alvaro de Rujula, che risponde alla Carlucci con una lettera terribile e più che esaustiva.

Arriva infine un’ennesima lettera di Glashow, tremenda. La Carlucci incredibilmente risponde sul suo blog con uno fra i post più esilaranti mai scritti, pieno di vergognosi errori di ortografia italiana, di fisica, di traduzione dall’inglese e – come se non bastasse – condito con toni altamente offensivi (dà addirittura del “figlio di ballerina”).
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ottobre 15 2009

Era la stampa, bellezza!

Il quarto potere, così viene anche appellata la stampa. In questi giorni si parla molto della sua importanza ed attendibilità, ma soprattutto della sua forza. Un paese veramente democratico deve poter contare su una pluralità di informazione, in Italia – invece – assistiamo a continue pressioni in senso opposto. Televisioni alla stregua di un’informazione di regime, scandali che in altri paesi fanno rizzare i capelli etichettati come gossip, prontamente scartati e sostituiti da servizi estivi, rubriche di cucina, o – sempre più spesso – da quegli insopportabili servizi di cronaca italiana, che ormai – nei tempi della globalizzazione e di un’”unità” internazionale così forte – suscitano vergogna in chi ogni tanto invece di sottomettersi all’informazione dell’intoccabile “missionario” Min Zo Lin, si sintonizza su emittenti inglesi o francesi. Non ci interessa la tragica fine del cittadino di Rieti colpito da un fulmine o l’epilogo irrisolto del solito delitto estivo; questo tipo di giornalismo non è più accettabile a livello nazionale, ma non è nemmeno accettabile un Presidente del Consiglio che attacca tutto e tutti, affermando che il 72% della stampa è contro di lui, dato estrapolato da non so quali astrusi e non riproducibili calcoli, visto che l’accusante è il possessore di decine di reti televisive (ultimo acquisto: un’emittente libica) e di altrettanti giornali e mezzi di informazione (Panorama, Mondadori, Il Giornale, ecc…).

Censura, Libertà di Stampa

La sua è una politica della paura, delle minacce, dei ricatti. Le denunce per milioni di euro destinate a “La Repubblica” e “L’Unità” ed il suo tentativo di acquistare “El Pais” dopo lo scandalo di cui era protagonista, ne sono le (lampanti) prove. Tutto ciò che non dice ciò che vuole Lui, è da debellare.

Da qualche mese, inoltre, è stato sostituito il direttore de “Il Giornale”. Non che il precedente, Giordano, non fosse al completo servizio del padrone, non sia mai! C’è però differenza di peso nelle sue manganellate rispetto a quelle dell’attuale direttore Vittorio (pardon, Littorio) Feltri. Il Giornale è ormai diventato (lo era anche prima, ma ha ricevuto ora la definitiva consacrazione) il “braccio armato” del Governo. Eh già, perché i colpi inferti dal manganello di Feltri non sono meno duri di quelli squadristi. Nel celebre attacco all’(ex) direttore dell’Avvenire Dino Boffo, Feltri esordisce con una terribile minaccia: “Iniziamo con Dino Boffo”, è proprio quell’”iniziamo” la nuova inquietante chiave di lettura, un messaggio, i destinatari ne conoscono la direzione ed il significato, una specie di avviso, «state attenti, noi abbiamo informazioni “pesanti” su ognuno di voi, se però fate i bravi vi risparmieremo».

L’informazione che si permette di andare anche un ciglio fuori dall’ottica del regime, è da eliminare. Si pensi ai recenti (durissimi) attacchi ad Annozero e al Corriere della Sera, alla (piccolissima) parte della Rai non ancora completamente votata ai comandi del Capo e ai presunti giornalisti anti-italiani, accomunare infatti alcune critiche al capo del Governo, anzi, non critiche, semplicemente divulgare sentenze, dunque non più idee, è una colpa, e che colpa! L’esatto opposto di un Governo democratico. L’Italia per “loro” è divisa in due, chi appoggia ciecamente il Governo (attuale, ovviamente!), oppure no. Le parole di un Ministro della Repubblica coi fiocchi, Brunetta, in un discorso tenuto circa due settimane fa, sono l’involontaria e perfetta esegesi di questo pensiero: «[...] i cattivi magistrati, i cattivi giudici, i cattivi sindacalisti, i cattivi giornalisti, [...], tutta questa (cattiva) parte dell’Italia, vada a morire ammazzata!».

gennaio 21 2009

Vittorio Arrigoni libero!

Visto che mi sembra alquanto trascurata come notizia, ecco gli aggiornamenti sulla situazione di Vittorio Arrigoni, attualmente a Gaza e sottoposto a gravi minacce di morte.

l’ISM è l’International Solidarity Movement e Vittorio Arrigoni è un volontario Pacifista del Free Gaza Mouvement che attualmente si trova proprio a Gaza dove fa servizio nelle ambulanze e tiene un blog dal quale informa la Vera situazione che c’è a Gaza.

Un Movimento di Estrema Destra Americano ha varato un sito per combattere l’ISM e ha messo una Taglia su Vittorio Arrigoni!
Il sito al momento è stato oscurato, la taglia si trovava subito in prima pagina.
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